Siamo davvero capaci di vivere il presente?
Con il suo denso contributo, Manuel Di Casoli ci invita a riflettere sul vivere né in un passato ideale né in un futuro remoto.
«Meno pianificazione e più realtà, più flessibilità e meno principi eteroimposti. E, paradossalmente, più forma. Se mi è indispensabile riempire bene il recipiente tra cose e tempo, deve essere un contenitore prezioso, bello, commisurato all’eternità al quale è destinato. Forma ad substantiam, dicevano i nostri Padri. Anche meno ‘misura’, direi».
Il tempo, come forza che forma la nostra esistenza, non è un’entità che possiamo solo misurare o pianificare, ma è qualcosa che dobbiamo imparare a riempire con l’azione, liberandoci dall’ossessione di misurarlo continuamente.
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