Giordano Bruno da Nola, nel 1591 in Francoforte, nel De Minimo svela in termini assai chiari il ciclo vicissitudinale: la materia, la sostanza, è in continuo movimento, in continua mutazione, né è possibile riprodurre due volte la stessa figura, essendo tutto, in ogni momento, in perenne trasformazione.
«Tu – dice Bruno – non rimani lo stesso, non ti potrai accostare due volte alla medesima fonte né potrai osservare la fiamma di una lampada che rimanga sempre identica».
Sbaglia chi pretende di misurare individuando entità concordanti o eguali, perché «l’uguaglianza si ha in ciò che permane»; mentre «ciò che muta è sempre diverso sia da se stesso secondo due istanti successivi, sia dalle altre cose, secondo ogni istante».
Per la «nova filosofia», niente può mai tornare eguale nella «ruota del tempo».
È umano avere dubbi circa l’ignoto e quello che sarà.
Ennio Moricone diceva: «coltivate i dubbi e le incertezze che sono necessari perché sono utili per spingerci a correggere e a rifare, sino a ottenere il risultato che si ritiene essere il migliore».
Noi abbiamo l’ambizione di traguardare il futuro con l’esperienza e le conoscenze del passato, il presente non esiste dato che nel momento in cui si appalesa è già passato.
Pochi giorni fa discorrevo con un Veterano sul futuro e su cosa potesse accadere; ci siamo detti: tutto è un divenire intersecato da eventi ignoti e non prevedibili se non per macro che si rappresentano nella teoria dei corsi e ricorsi storici.
L’ignoto, noi lo chiamiamo: Pregiudizio di Sopravvivenza; avviene quando guardiamo le cose che sono sopravvissute al posto di concentrarci su quelle che non ce l’hanno fatta o che non sono note.
I greci dicevano ἄδηλος (adelos), il non manifesto.
Dunque, come affrontare l’ignoto?
Con cuore e cervello, per essere sempre pronti ad affrontare il non manifesto quando si manifesta con intelligenza, agilità, velocità e un’adeguata postura.
Buona lettura e buone riflessioni con l’aiuto dei nostri Amici, ai quali sono personalmente grato, che hanno dedicato un po’ del loro tempo nel darci supporto a cercare di comprendere e affrontare l’ignoto.
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