È possibile oggi trovare un equilibrio tra vivere nel presente e costruire un futuro che abbia un senso più profondo?

O siamo destinati a rimanere intrappolati nel presentismo?

Nelle pagine del Pamphlet n. 9 – TEMPO – Stefano Sutti riflette su come la visione del tempo sia cambiata nel corso della storia, passando da un disegno provvidenziale con una direzione precisa a un ‘presentismo’ frenetico.

Questo presente è dominato dall’assenza di una visione chiara del futuro o del passato, creando un senso di disorientamento esistenziale.

«Politica, mode, vite personali, stili imprenditoriali, etc., ci paiono restare accomunati dal marchio dell’adessità, che rappresenta il grado zero della capacità di attingere alle proprie radici per definire un progetto – in termini più solenni, un destino – che trascenda la soddisfazione di costrizioni, esigenze e desideri immediati».

 

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